giovedì 14 luglio 2011

Caro Governo...

14 – 07 - 2011
Caro Governo...

Pensi che l’attuale Governo non abbia fatto abbastanza?
Credi che pensino solo ai loro affaracci e non al bene dell’Italia?
Non approvi la Finanziaria 2011?
Vorresti parlare direttamente al Premier Berlusconi?
Come precario non pensi di essere l’Italia peggiore?

È arrivato il tuo momento : mettiti davanti alla telecamera e PARLA!

giovedì 7 aprile 2011

IL NOSTRO TEMPO È ADESSO


Il volantino dell'evento

Lavoratori, ma precari. Aspiranti professionisti. Adulti, ma ancora troppo giovani ed inesperti. Copyright rubati. L’anonimato dilaga. Identità grigie senza nè posto nè identità. Come il sasso spostato dalla sua incavatura naturale nella sabbia. Flessibilità ricorrente e strade interrotte. Il futuro si svuota di significato e di aspettative. Le ancore di salvezza vengono frantumate. La norma diventa la precarizzazione dei diritti, così come la precarietà del salario e delle condizioni di lavoro. I nuovi lavoratori non posso affidarsi ad un sindacato, non avendo una rappresentanza. Ad intermittenza, si entra e si esce dal mondo del lavoro. Si è in preda al caso fortuito. Il sistema fordista ci aveva abituato al lavoro a tempo pieno e di durata indeterminata. Ora, tutto ciò sembra un miraggio. I precari possono essere affittati per poche ore al giorno. A pagare tale andazzo sono i giovani, le donne e gli operai. Secondo i dati Istat febbraio 2011, la disoccupazione giovanile si attesta al 28.1% (in lieve diminuzione). Nonostante ci sia un leggero miglioramento, non si prefigura una lieta situazione. Un giovane su quattro (3,55) è disoccupato. La quota degli inattivi, che comprende casalinghe, studenti, ma anche coloro che hanno deciso di non cercare più lavoro, si aggira sul 38%. La cronaca racconta di ventenni che si suicidano non riuscendo a gestire lo stress quotidiano e le continue sconfitte. Non riescono a trovare una loro collocazione sociale e per questo preferiscono sparire del tutto. Da invisibili diventano il niente. Una differenza che appare troppo sottile agli occhi di chi vuole una speranza. 
Il logo del popolo viola cuneo.
Il Popolo Viola Cuneo ha aderito all’appello “Il nostro tempo è adesso” ed invita la popolazione tutta a scendere in piazza il 9 aprile a Cuneo, Piazzetta Audifreddi dalle ore 15.00.

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lunedì 21 marzo 2011

Vota 2 Sì al Referendum per l'Acqua Pubblica

Aderiscono alla Campagna:
il Movimento Stop al consumo di territorio;
l'Associazione Consumatori;
Kerigma;
Il Popolo Viola Cuneo.

Il Popolo Viola Cuneo con la sua presenza ha sostenuto, domenica 30 marzo, il Comitato per l'Acqua Pubblica. Si ricorda che è possibile recarsi alla manifestazione prevista per sabato 26 a Roma direttamente dalla Provincia.
La partenza è programmata alle ore 3.45, da piazza Galimberti (angolo Tribunale) Cuneo. Per info, telefonare a Bruno al numero 0171 339846 oppure al 345 8655067. 
Carla e Francesca

domenica 20 febbraio 2011

12 Febbraio: Sit-in a Cuneo

Il sit-in. Con noi anche alcuni membri di "Esuli in Patria" e dell'Associazione 17.03

il gruppo del Popolo Viola Cuneo
Sabato 12 febbraio nel sit-in pomeridiano promosso dal Popolo Viola Cuneo, insieme al gruppo “Esuli in Patria”, si sono raccolti un centinaio di firme per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio e dire “Basta” all’attuale situazione politica. “Basta” ai continui attacchi alla magistratura. “Basta” alle leggi ad personam e ai tentativi di imbavagliare l’informazione. “Basta” al malcostume dilagante. “Basta” al populismo e alla demagogia. Il Popolo Viola ha offerto del materiale informativo, tra cui alcuni stralci della Costituzione ed interviste a Gherardo Colombo sul tema della legalità. Sono intervenuti alcuni politici della Provincia, senza alcuna bandiera di partito. Hanno partecipato all’iniziativa anche alcuni membri dell’Associazione 17.03 con l’animazione satirica di Pietro Perotti.  

alcuni sostenitori
Noi auspichiamo la costituzione di un coordinamento delle varie associazioni del cuneese, come Libera, Libertà e Giustizia ed Esuli in Patria - ha commentato Francesca Longobardi, referente del gruppo viola - al fine di creare un foro democratico che riesca a smuovere le coscienze sopite e ad aggregare i cittadini già desti. Come insegna Zagrebelsky, è giunto il momento di formare una rete dei cosiddetti non-giri”. Piersimone Avena, un nuovo attivista del movimento apartitico, ha dichiarato: “La preoccupazione per i continui attacchi cui sono sottoposte le principali istituzioni di garanzia della Repubblica, ha spinto il Popolo Viola di Cuneo a indire una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica locale ai valori della democrazia e della responsabilità”. 

la nostra richiesta "Parlamento Pulito"
 ilpopoloviolacuneo@gmail.com

giovedì 10 febbraio 2011

Basta Berlusconi: scendiamo in piazza!

 Scendiamo in piazza per affermare il nostro dissenso nei confronti del nostro Presidente del Consiglio, della sua manifesta volontà a non farsi processare. Scendiamo in piazza per difendere i magistrati, come Di Matteo e Ingroia, che operano costantemente per la ricerca dela Verità e, nonostante ciò, vengono derisi, insultati ed umiliati. Scendiamo in piazza per difendere la nostra amata Costituzione, la fonte delle fonti, la qu...ale ci protegge dai soprusi rendendoci uguali di fronte alla legge. Scendiamo in piazza, non condividendo le politiche della maggioranza parlamentare, i cambi di casacca e le compravendite. Scendiamo in piazza per restituire dignità alle donne, mediaticamente offese e continuamente sminuite. Scendiamo in piazza, perché anche noi siamo italiani ed anche la nostra voce deve essere sentita. Scendiamo in piazza per ristabilire, con sforzo e sacrificio, la democrazia perduta. 

Tutte le forze democratiche della Provincia Granda sono invitate: partiti, sindacati, gruppi, associazioni e liberi cittadini. Portate la Costituzione, le Agende Rosse e tante bandiere tricolore. 

L'appuntamento è per sabato 12 febbraio, Piazza Europa a Cuneo, dalle 16.30 alle 19.

Evento Facebook 

giovedì 16 dicembre 2010

Lettera all'Onorevole Siliquini

Gentile sig.ra Maria Grazia Siliquini,
   Le scrivo mosso dall'indignazione che hanno generato in me la sua decisione e, più in generale, l'esito complessivo della votazione che si è tenuta in quel luogo dove, negli ultimi mesi, la sopravvivenza politica e giudiziaria dei singoli ha spesso relegato in un angolo l'onere legislativo. A titolo di premessa per ciò che segue, voglio sottolineare come, per formazione e tradizione famigliare, io appartenga alla cultura socialdemocratica nella sua declinazione dei partiti collocati a sinistra: tuttavia, ho sempre nutrito e continuo a nutrire rispetto per tutte quelle posizioni politiche che, pur se diverse dalle mie, sono fondate su VALORI, e in particolare per AN e per i valori sociali, appunto, che ha sempre sostenuto di difendere e che, a mio parere, dovrebbero essere patrimonio condiviso di ogni cittadino italiano: Dio pur nella libertà personale, inteso come spirito di solidarietà e giustizia), Patria (una e indivisibile) e Famiglia (intesa come insieme dei propri cari, indipendentemente dal loro sesso o grado di parentela di fronte allo Stato). Dalla nascita del FLI, anche valori più attuali come la laicità dello Stato, l'integrazione dei migranti, la solidarietà nazionale, la meritocrazia nel pubblico e nel privato, sono diventati parte integrante della destra "moderna". Ma un gradino più in alto di tutto, la nascita del FLI doveva rappresentare per me il tentativo di ribadire come l'ETICA, in termini di integrità morale, nel pubblico come nel privato, e onestà politica, debbe essere considerata LA stella polare, e questo valore debba essere condiviso a destra come a sinistra da chi, almeno nominalmente, intende la politica come uno strumento per il raggiungimento del bene comune. Ritenevo pertanto FLI e i suoi dirigenti, tra cui lei, gli ultimi paladini di questo "paniere" di valori all'interno di una coalizione dominata, in estrema sintesi, dagli interessi personali.
Il sentimento di genuino disgusto generato dagli eventi legati alla vita privata e pubblica del nostro Presidente del Consiglio deriva proprio dalla totale assenza di etica che tali comportamenti evidenziano. Avevo sperato che questo sentimento di disgusto avesse preso il sopravvento anche su di lei, come naturale conseguenza della sua tradizione e appartenenza politica, diventando più forte anche di quel "senso di responsabilità" verso la Nazione cui ultimamente troppi hanno fatto indegnamente riferimento. La decisione di decretare la prematura dipartita della creatura politica voluta dal Presidente del Consiglio, il PdL, sembrava confermare che i presunti valori della Destra non erano andati dispersi nel magma populista berlusconiano, e che anche a Destra c'era, diciamo così, speranza. La Sua decisione come evidente spegne sul nascere questa mia ottimistica speranza: la sua scelta odierna non può essere coerente, e cito le sue stesse parole, con "il rispetto della mia coscienza e il rispetto dei miei elettori di Torino", perchè suggella in modo definitivo il trionfo dell'egoismo sull'etica. Le invio pertanto questo mio messaggio di protesta, nella speranza di innestare in lei un germe di vergogna per la decisione presa, e auspicabilmente anche il germe del dubbio per le decisioni che sarà chiamata a prendere in futuro, prima che il posto da Vice Ministro o sottosegretario che presumibilmente le è stato promesso (valuteremo solo nei giorni a venire se l'appellativo di Onorevole che gli elettori le hanno accordato è meritato) la faccia tornare definitivamente in pace con la sua coscienza.

Conservando in me la remota speranza di sbagliarmi,  cordialmente saluto
            Luca S.


Carissimi amici, facciamo anche noi come ha fatto Luca. Spediamo la lettera presso l'indirizzo email
siliquini_m@camera.it
info@mariagraziasiliquini.it

Per chi volesse mandarla come Popolo Viola Cuneo, mandi all'indirizzo email ilpopoloviolacuneo@gmail.com le proprie generalità (nome, cognome, città di residenza)
Grazie a tutti!

Manifestazione PD

Sabato 11 dicembre,  il Popolo Viola Cuneo ha deciso di recarsi a Roma e scendere in piazza insieme al Partito Democratico. Quest’ultimo non ha mai appoggiato le nostre battaglie in difesa della Costituzione o contro la Legge “Bavaglio”. Ciò, però, non ci ha fatto avere alcun tentennamento nella scelta di aderire o meno alla manifestazione indetta dal maggior partito di opposizione. Il Popolo Viola chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio dal 5 dicembre 2009 e finalmente non siamo gli unici a farlo.
Un anno fa, abbiamo lanciato un allarme, un allarme democratico. Ricordiamo che la realtà alla quale assistiamo è desolante, non solo per noi italiani. La crisi strutturale coinvolge aspetti diversi: culturale, valoriale, morale, economico, finanziario. In Italia la situazione appare ancora più drammatica. La politica dei palazzi è piena di leggi ad personam, processi in atto, corruzione, legami con la mafia, escort. Ci chiediamo: fin dove dobbiamo arrivare per ribellarci a tale stato di cose? “Ribellarsi è dura”, come scrisse Sartre, ma non possiamo adagiarci. L’opposizione tutta si deve unire. Il Popolo Viola intende collaborare con ogni gruppo, partito, associazione che voglia riprendere in mano il futuro della nazione.
Ringraziamo il Partito Democratico per essersi uniti alla nostra sfida e lo sollecitiamo a mostrare sempre più la sua vivacità politica, nelle piazze, nelle città e nel Parlamento.

Francesca Longobardi

Un cartellone della manifestazione

11 Dicembre: Insieme al PD


Uno slogan della Piazza
Tantissima gente, tantissime bandiere, tanta musica, ma poca sostanza. Si potrebbe riassumere così la manifestazione di sabato, indetta per chiedere le dimissioni di Berlusconi e finita con lo slogan "L'Italia che vuole cambiare".
Due cortei lunghissimi, ordinati, pacifici accompagnati dalla musica diffusa da camion discoteca che mettevano insieme le canzoni di Neffa e Jovanotti, con quelle di Rino Gaetano e di De Gregori. Una manifestazione mediatica, una dimostrazione di numeri, poca spontaneità e molto di partito. L'unico momento di popolo c'è stato quando la piazza ha intonato "Bella ciao" sotto il palco, ma Bersani l'ha subito smorzato dicendo che faceva freddo e bisognava andare avanti.
Bersani ha fatto il solito, lungo comizio pre elettorale, dicendo le stesse cose che dice da mesi, mettendo un freno all'irruenza dell'IdV ed elencando proposte programmatiche sul lavoro, l'economia e le riforme.
Per il resto se il cambiamento dell'Italia è affidato a uno spotamento al centro di Casini, come ha detto Bersani, e alle liberalizzazini, pur se con qualche correttivo per la sanità e l'istruzione pubbliche, allora siamo messi male.
Un discorso quello di Bersani fatto per unire tutte le anime del PD, per non scontentare nessuno, per non dare spazio alle polemiche e non ammettere i gravi errori e le gravi omissioni della sinistra (vedi il conflitto di interessi e la legge elettorale). 
Berlusconi e Bossi che mostrano il loro amore l'uno per l'altro
Temo però che questa unità di facciata durerà però giusto il tempo del voto di martedì, poi le varie correnti e i vari individualismi all'interno del PD verranno di nuovo fuori e invece di fare opposizione, torneranno purtroppo a guardarsi l'ombelico.
Carla Quaranta

Con le Agende Rosse

Il Popolo Viola Cuneo, in data 20 novembre, si è presentata davanti alla Procura di Milano per sostenere Antonino di Matteo e tutti i magistrati che lavorano, con spirito di sacrificio, perseguendo la giustizia e la verità. Il gruppo, inoltre, ha dimostrato con la sua presenza l'appoggio a quanto detto dal Sostituto Procuratore per difendere i colleghi di fronte alle continue accuse e all'estenuante attività di denigrazione ad opera del Governo.

giovedì 18 novembre 2010

Benvenuto a Schifani

Sabato 13 Novembre. Il Popolo Viola Cuneo, insieme ad alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle e ad alcuni amici di Libera (presidio Cuneo), ha deciso di recarsi davanti alla sede della Provincia per contestare Schifani in visita nella città. Con lo striscione “Parlamento Pulito” si è voluto fare una richiesta esplicita e chiara, ossia quella di esigere rappresentanti istituzionali degni del ruolo che ricoprono. Abbiamo deciso di non urlare, non fischiare, non usare alcuna parola offensiva. Abbiamo ripetuto come un’omelia l’articolo 54 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Ricordiamo che Schifani è indagato per concorso esterno alla mafia ed  è stato il fautore di leggi vergogna, come il lodo impunità del ’93. Le forze dell’ordine hanno fatto il proprio dovere con diligenza, senza cadere in abusi, e per questo hanno non solo la nostra più profonda stima ma anche la nostra gratitudine. Noi siamo dei cittadini onesti e pacifici che lottano per un’Italia democratica!

 
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