Sabato 13 Novembre. Il Popolo Viola Cuneo, insieme ad alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle e ad alcuni amici di Libera (presidio Cuneo), ha deciso di recarsi davanti alla sede della Provincia per contestare Schifani in visita nella città. Con lo striscione “Parlamento Pulito” si è voluto fare una richiesta esplicita e chiara, ossia quella di esigere rappresentanti istituzionali degni del ruolo che ricoprono. Abbiamo deciso di non urlare, non fischiare, non usare alcuna parola offensiva. Abbiamo ripetuto come un’omelia l’articolo 54 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Ricordiamo che Schifani è indagato per concorso esterno alla mafia ed è stato il fautore di leggi vergogna, come il lodo impunità del ’93. Le forze dell’ordine hanno fatto il proprio dovere con diligenza, senza cadere in abusi, e per questo hanno non solo la nostra più profonda stima ma anche la nostra gratitudine. Noi siamo dei cittadini onesti e pacifici che lottano per un’Italia democratica!
giovedì 18 novembre 2010
giovedì 28 ottobre 2010
16.10.2010 Noi stiamo con la Fiom! NO AI RICATTI, SI' AI DIRITTI!
Vi consigliamo di aprire il post...potrete vedere il video della manifestazione del 16 ottobre!
Buona visione!
giovedì 7 ottobre 2010
Comunicato Ufficiale
L'Italia non è una Repubblica fondata sullo sfruttamento.
Sabato 2 Ottobre eravamo a Roma per partecipare ad una grande manifestazione indetta per dire “basta” all'Italia di Berlusconi e per chiedere la realizzazione della Costituzione. Anche la FIOM era con noi in piazza.
Il Popolo Viola Cuneo e l'Associazione 17.03 sanno bene che il lavoro è il perno centrale della nostra Costituzione, come recita il celeberrimo incipit che noi tutti ben conosciamo.
Eppure, non solo i principi enunciati dalla nostra carta costituzionale riguardanti il lavoro hanno trovato soltanto parziale applicazione dal dopoguerra ad oggi, ma addirittura nel corso degli ultimi lustri, e in particolare in questi ultimi mesi, in tutta Europa e specie in Italia i diritti civili e sociali riconosciuti ai lavoratori sono stati posti sotto pericolosissimo attacco.
Concordiamo con l'idea della FIOM secondo la quale è in atto un utilizzo strumentale della crisi per smantellare la Legislazione sul lavoro, in un contesto reso ancora più grave dalla messa in opera di altre azioni regressive: dall'attacco alla Magistratura, alla Libertà di informazione, al Diritto di istruzione, allo Stato sociale.
È tempo di mobilitarsi. È tempo di dire “No” al ricatto del pane (briciole, per giunta) in cambio dei diritti.
Il 16 Ottobre, il Popolo Viola Cuneo e l'Associazione 17.03 aderiscono alla manifestazione nazionale indetta dalla FIOM a Roma.
Insieme per un Italia più libera, più giusta e realmente fondata sul lavoro.
Associazione 17.03
Popolo Viola Cuneo.
martedì 5 ottobre 2010
No B. Day 2
Il 2 Ottobre 2010, il Popolo Viola Cuneo è sceso nuovamente in Piazza. Vi proponiamo alcune riflessioni degli attuali referenti del gruppo.
Carla Quaranta
"Di questa manifestazione a cui abbiamo fortemente voluto aderire come gruppo Popolo viola Cuneo nonostante le divisioni, nonostante si annunciasse come un flop, vorrei sottolineare soprattutto un aspetto, che mi sembra importante in questi tempi di deriva leghista.Nel tempo di attesa prima della partenza del corteo, durante la sfilata, nella piazza in cui tutti i gruppi confluiscono, io sento che l’Italia è una, che gli italiani sono un solo popolo. Sempre durante le manifestazioni a cui ho partecipato ho avuto occasione di parlare con altre persone, di scambiare opinioni o anche solo una battuta o un sorriso, e ho percepito la base comune: essere italiani, uniti non solo dalle medesime idee politiche, ma dagli stessi principi e valori, in pratica uniti dalla stessa Costituzione.
Persone della Sicilia, della Puglia, Basilicata, Umbria, Lazio, Veneto che senti istintivamente come fratelli, che sono come te. E improvvisamente cadono tutti i pregiudizi, gli stereotipi, i luoghi comuni che, senza neanche rendercene conto, ci portiamo dentro e su cui la Lega costruisce la sua propaganda.
Forse non è un caso che i partiti di destra puntino molto sulla paura degli uni verso gli altri, che ci dipingano il lontano come diverso da cui difenderci, che tentino di chiuderci in confini sempre più ristretti. Se seguiamo la loro logica non ci sentiamo più italiani, ma piemontesi, lombardi, laziali, ecc. Ma se ci apriamo, se ci confrontiamo, se marciamo fianco a fianco, sentiamo davvero di essere italiani, cittadini di una stessa nazione, consapevoli dei nostri diritti e dei nostri doveri.
Francesca Longobardi
"La società civile scende in Piazza nella capitale per appropriarsi del proprio Paese e liberare la democrazia messa sotto assedio. Il Piemonte si riunisce attorno ad un unico slogan “Piemonte per la Costituzione. No Berlusconi. No Bossi. No Cota. “ e parte da Torino con l’orgoglio di chi non vuole abbassarsi al regime. Un regime che fa gli interessi della casta e non guarda ai bisogni del popolo, di quello stesso popolo che ingenuamente, distrattamente o inconsciamente l’ha messo nella posizione di distruggere ciò che duramente si era conquistato. Noi, il regime, non l’abbiamo mai voluto. Alcuni di noi l’hanno combattuto fin dal ’94, altri sono riesumati dal torpore silente solo l’anno scorso. Il 5/12 ha cambiato la vita di molti. Il Popolo Viola ha restituito quella perduta speranza e ha configurato una realtà diversa possibile, una realtà piena di diritti, di giustizia e di legalità. Scesi in piazza il popolo viola, da Bari a Genova, da Napoli a Torino, si è nuovamente incontrato. Ma non solo. Erano presenti associazioni, movimenti e partiti d’opposizione. Alcuni poltici, come Di Pietro, Vendola e Marino. L’antiberlusconismo per concretizzarsi necessita della forza resistente di tutti coloro che vogliono attuare l’alternativa. L’Associazione 17.03 (organizzatrice del pullman) ha proposto il suo monito: FACCIAMO GLI ITALIANI! L’Italia, a dispetto dei leghisti, è stata fatta. Ora, è venuto il momento di fare gli italiani. Antonio Gramsci nel 1917, in un articolo pubblicato sul settimanale “Il grido del Popolo”, dichiarava che in Italia “non si conosce il carattere” e sul quotidiano “Avanti!” rimarcava che gli italiani sono ipocriti e mancano di carattere. Non è stato l’unico. Piero Gobetti in “Energie nuove” denunciava la loro apatia, la mancanza di sincerità e di chiarezza nella vita pubblica. Noi per fare gli italiani non intendiamo appropriarci di tali vizi. Per noi, “Facciamo gli italiani” significa innanzitutto prendersi cura del proprio Paese, della propria amata patria. Essere, cioè, responsabili della propria storia, delle vie che si abitano, del territorio che si calpesta, della lingua che si parla."Claudio Napoli
"Sicuramente una grande manifestazione al di sopra delle aspettative, sono felice che ci siano tantissime persone che ancora credono in un Italia migliore e per questo è sempre più necessaria la partecipazione di tutti. In fondo ciò che chiediamo è una cosa più che legittima, ovvero un Parlamento pulito da infiltrazioni malavitose e un'amministrazione che lavori in modo trasparente per il benessere comune. I media non hanno promosso l'evento cercando di oscurare le voci democratiche del paese. Non sono riusciti nell'intento. Noi continueremo a lottare per la nostra Italia"Stefano Ponzalino
"Sono orgoglioso di esserci stato, sicuramente Berlusconi non si dimetterà e per molte persone non cambierà nulla, ma per me è cambiato molto; è stata la prima volta che ho fatto qualcosa di veramente importante non solo per me stesso, ma per il bene di tutti. Non siamo pochi come vorrebbero far credere, siamo molti più di quanto loro pensano. Per ogni persona presente sabato se ne possono contare altre centinaia se non migliaia che la pensano come noi, ma che non hanno coraggio, mezzi o semplicemente l’occasione per emergere. Il silenzio dei media è la prova lampante della paura che molti membri della classe dirigente attuale provano. Per loro i più non devono sapere nulla, deve rimanere tutto nel silenzio ed il nostro obiettivo dev’essere quello di rompere questo silenzio."Ora, una nuova battaglia si apre nel nostro scenario democratico: la lotta per il diritto al lavoro! Il 16 Ottobre, appoggeremo la Fiom CGIL per dire NO AI RICATTI e SI AI DIRITTI!
mercoledì 29 settembre 2010
Libertà è Manifestare
Durante il pomeriggio di sabato 25 settembre 2010 in concomitanza del No B.Day 2 che si svolgerà il 2 ottobre 2010, la sezione del popolo viola di Cuneo ha svolto attività di volantinaggio nella città di Saluzzo. Attività volta appunto ad informare coloro che, per motivi di tempo o mancanza di strumenti, non sono ancora a conoscenza dell’evento che mobiliterà nuovamente, come accadde il 5 dicembre 2009, centinaia di migliaia di persone a Roma con l’obiettivo di esprimere il nostro dissenso nei confronti dell’operato dell’ attuale governo e in special modo per sottolineare l’inadeguatezza di una classe dirigente che dovrebbe affrontare i problemi dei cittadini, di tutti i cittadini, ma che di fatto da ormai troppi anni non lo fa più.Durante le operazioni di volantinaggio ho provato una sorta di stupore misto all’incredulità nei confronti delle reazioni delle persone contattate (forse essendo la prima volta, sono rimasto un po’ più colpito). Pochissimi erano a conoscenza di cosa fosse il popolo viola e il No B.Day. Escludendo le persone con idee profondamente diverse dalle nostre (politicamente parlando), sono emersi dei livelli di ignoranza (in senso buono) e rassegnazione molto alti. La gente ci chiedeva :” pensate che cambierà veramente qualcosa?”, “pensate che Berlusconi si dimetterà?” la sostanza del loro pensiero era semplicemente:” rassegnatevi, io sono con voi, ma non si può far nulla per cambiare le cose”. Questo pensiero diffuso non fa altro che darmi ancora più forza, mi convince che quello che sto facendo nel mio piccolo è giusto, perché come sono uscito io dalla passività lo possono fare molte altre persone. La questione a mio avviso stà proprio qui, bisogna coinvolgere, scuotere la mentalità delle persone con iniziative e manifestazioni simili al No B Day. Fin quando ci si limiterà a dire: “ io la penso come voi, vi sostengo con il pensiero…” non cambierà nulla, bisogna esserci con il corpo, bisogna farsi sentire nell’ unico modo civile che ci è permesso ossia MANIFESTARE!Stefano Ponzalino
domenica 5 settembre 2010
FUORI LA MAFIA DALLO STATO!
Ieri a Torino il Presidente del Senato nonchè esponente di spicco del Pdl Renato Schifani è stato contestato da un gruppo di cittadini (Popolo Viola, Movimento 5 stelle, Agende rosse) al grido “fuori la mafia dallo Stato” e “fuori Schifani dal Senato”. Anch’io, insieme a vari amici del Popolo viola, (e di Resistenza Viola) ho preso parte alla contestazione. Al di là dei fatti di cronaca che potete tutti agevolmente leggere nelle diverse versioni sui quotidiani, vorrei soffermarmi sulle motivazioni che mi hanno spinto ad andare a Torino. E le motivazioni sono parecchie… direi essenzialmente di testa e di cuore.Nei giorni scorsi, anche spinta dalle sollecitazioni di Roberto (la frase di Kennedy: non chiediamoci cosa fa il Paese per noi, ma cosa possiamo fare noi per il nostro Paese) avevo individuato nel “non silenzio” uno degli strumenti per spingere l’Italia ad uscire dal regime berlusconiano e per attualizzare quel secondo comma dell’art. 50 del “Progetto di Costituzione” (corrispondente all’attuale art. 54), purtroppo non approvato dall’Assemblea Costituente, che recitava: “Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”.
Ed è proprio partendo dalla Costituzione che vorrei cercare di spiegare le motivazioni che mi hanno spinta e mi spingono a continuare a contestare.
L’art. 54 Cost. recita: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”
La fedeltà di cui parla la Cost. non è però la sottomissione propria dei sudditi nè l’obbedienza cieca dei servi. I cittadini non devono essere fedeli e basta, devono essere fedeli alla Repubblica, a quella Repubblica definita all’art. 1 democratica, fondata sul lavoro e sulla pari dignità di tutti i cittadini. Quindi accanto alla fedeltà e all’osservanza della Costituzione e delle leggi, c’è anche il dovere di resistere contro i poteri che cercano di stravolgere la Costituzione, che parlano di Costituzione materiale e che fanno leggi non per la res publica, ma a proprio uso e consumo.
Viene poi il 2° comma dell’art. 54: i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche (e sia Schifani che Fassino ci rientrano in pieno) hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore. Quindi chi ricopre funzioni pubbliche ha un dovere supplementare rispetto ai comuni cittadini. La disciplina di cui parla la Cost. non ha niente a che fare con la disciplina delle caserme, ma fa riferimento al rispetto delle regole, al servizio dovuto al bene pubblico e al divieto di trarne vantaggi personali indebiti. (art. 98 Cost.: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità…”). L’onore poi non è certo quello mafioso o quello che fa riferimento al prestigio e al rango sociale. L’onore di cui parla la costituzione è strettamente connesso alla disciplina e significa quindi soprattutto onestà, spirito di servizio, l’essere al di sopra di ogni sospetto.
È quindi alla luce e sotto la guida della Costituzione che sono andata a contestare sia Schifani che il PD.
Contesto Schifani che non svolge la sua funzione con disciplina e onore; che, pur ricoprendo il ruolo di seconda carica dello Stato, non prova nemmeno imbarazzo a parlare di Costituzione materiale e che, di fronte alle accuse di pentiti e testimoni, non sente almeno il dovere di chiarire, se non di dimettersi.
Contesto Schifani grande architetto di leggi-vergogna (suo il lodo dell'impunità per le cinque alte cariche dello Stato, varato nel 2003 e cancellato dalla Consulta nel 2004; sua la proposta di ripristinare l'immunità parlamentare e di estenderla addirittura ai consiglieri regionali, nonché quella di abrogare il concorso esterno in associazione mafiosa). Contesto Schifani che non ha mai perso occasione per attaccare il capo dello Stato Napolitano, l'ex presidente del senato Marini, l'ex presidente della Camera Bertinotti, l'ex presidente della Repubblica Scalfaro, il Csm e la Corte costituzionale; per cavalcare le peggiori calunnie su Telekom Serbia e Mitrokhin contro i leader del centro-sinistra. Contesto Schifani che, da perfetto cortigiano, nega l'evidenza e mente spudoratamente in difesa di Berlusconi e dei suoi complici, per coprire i peggiori misfatti. Contesto Schifani che ha sempre continuato ad infangare con epiteti irripetibili tutti i principali esponenti del centro-sinistra e chiunque osasse formulare anche la più timida critica al Cavaliere e alla sua banda, compresi in senatori a vita che osavano votare per Prodi (Schifani firmò un disegno di legge per privarli del diritto di voto). Ma contesto anche il Pd, il maggior partito di opposizione (sic!), che invece di chiedere conto a Schifani dei suoi trascorsi mafiosi (ricordiamo che ha ben quattro procedimenti attualmente archiviati, non chiusi quindi, per mafia, non per favoreggiamento esterno, ma proprio per mafia!), invece di incalzarlo sulle varie leggi incostituzionali (Lodo Alfano, legittimo impedimento, legge bavaglio, ecc. ecc.), invece di protestare per le leggi ad personam e ad aziendam approvate da questo governo, invece di sollevare il problema del conflitto di interessi ingigantito dall’interim al Ministero dello Sviluppo economico, invece di opporsi ad una interpretazione alquanto libera della Costituzione da parte dello stesso Schifani (ricordiamo le sue frasi relative alla presunta elezione diretta di Berlusconi quale capo del governo), invece di sollecitare il governo ad occuparsi della crisi economica e sociale del nostro Paese, dei disoccupati, dei precari, invece di incalzarlo sulla perdita di prestigio internazionale dell’Italia anche a causa delle discutibili alleanze con Gheddafi e Putin, offre a Schifani e al Pdl l’opportunità di svolgere il loro bel comizio pre elettorale.
Contesto che il Pd, a forza di confronti democratici, di larghe intese, di alleanze cosiddette strategiche, abbia perso e perda il contatto con la base, che è fatta anche di Popolo viola, di grillini, di agende rosse e di cittadini che non ne possono più di tutto questo “politicamente corretto”. Fassino ha detto ieri che le contestazioni fanno solo il gioco di Berlusconi e vanno a suo esclusivo vantaggio. Io vorrei rispondergli che la loro politica ondulatoria, la loro opposizione super soft, non ha prodotto altro che un ventennio di berlusconismo. Forse è giunta l’ora di cambiare strategia!
giovedì 2 settembre 2010
CHI LOTTA PUÒ PERDERE
La lotta come strumento per decidere è il meccanismo mediante il quale gli attori in conflitto mobilitano le loro risorse per costringere la controparte a compiere una scelta diversa da quelle che assumerebbe di propria volontà. Se ci fermiamo a pensare a casi concreti di lotta, ci vengono in mente “la lotta per la libertà”, “La lotta contro la mafia”, “La lotta per il pane”, “la lotta per la vita”, “La lotta contro la tossicodipendenza” e cosi via... La lotta è una svolta, è la rinascita ed è l’affermazione della propria dignità! Nella lotta, si possono perdere amici che si ritenevano cari, si possono perdere le speranze e la voglia di andare avanti. La lotta ci può decretare sconfitti, ma solo con la lotta diritti perduti possono essere riacquistati. Solo con la lotta, sudditi diventano cittadini! CHI LOTTA PUÓ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIÀ PERSO! (Che Guevara, motto dell'Isola dei Cassaintegrati)
Tratto da Il Giro Giusto
martedì 17 agosto 2010
28-29 LUGLIO: 24 ORE DI PROTESTA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO
Noi, come rappresentanti del Popolo Viola Cuneo, ci siamo recati a Roma, dopo un viaggio estenuante in treno da Savigliano-Torino, Torino-Roma. Il viaggio durato dieci ore ha fornito la reale immagine di quanto sia difficile e faticoso essere cittadini consapevoli, porsi come agenti del cambiamento sociale e culturale. Alle 22.00 è iniziata la veglia notturna per vigilare sulla democrazia. Abbiamo acceso le luci della speranza ed intonato canti di resistenza. I gruppi locali (Cuneo, Roma, Bologna, Bari, Pistoia, Caserta, Trento, etc) si sono uniti, senza protagonismo alcuno, con il solo scopo di costruire quel NOI auspicato. Luigi Ciotti sostiene che il singolo cittadino non è da solo in grado di opporsi, se non unendo le forze con quelle degli altri, “affiancando competenze e progetti, agendo a ogni livello locale della vita pubblica senza scordare la coerenza nei comportamenti privati”. Rimembri di tale insegnamento, abbiamo affollato le piazze (con i pochi mezzi a nostra disposizione) per urlare il nostro dissenso alla LEGGE BAVAGLIO. La legge bavaglio prevede pesanti limitazioni nell’utilizzo delle intercettazioni per i reati ‘comuni’. Ciò, inevitabilmente, finirà con il pesare anche sull’accertamento dei reati commessi dalle organizzazioni mafiose. Inoltre, in assenza di un colpevole evidente le intercettazioni non verranno avviate con l’impossibilità di risalire non solo all’autore del reato, ma anche a tutto l’entourage criminoso. La notte è passata con qualche caffè, disquisendo sulla legge elettorale, sull’economia attuale e sul caso della Regione Piemonte. Augurando a noi stessi che la notte portasse consiglio ai Parlamentari ed al nostro Presidente del Consiglio, abbiamo riempito di senso la nostra presenza lì in quel momento. Dopo qualche ora di sonno nel camper adibito in Piazza Montecitorio, ci siamo svegliati pù tenaci di prima.Alle 16.00 la manifestazione è stata aperta dal Presidente del sindacato dei giornalisti (FNSI). Poi si sono susseguiti altri illustri ed autorevoli esponenti dell’attualità, come Arturo Di Corinto (giornalista), l’ANPI, etc. e ovviamente un nostro portavoce del gruppo di Bari. Alla fine degli interventi, abbiamo intonato “Bella Ciao” e l’emozione mi ha tolto il fiato.
“Oh Partigiano portami via, che mi sento di morir. Se io muoio da Partigiano, oh Bella ciao bella ciao ciao ciao, tu mi devi seppellir...” . Infine, abbiamo preso completamente noi del Popolo Viola le redini dell’evento e ogni referente dei gruppi locali ha letto qualche pezzo dedicato a Peppino Impastato o brani sulla democrazia.
La catena umana ha fatto il giro della piazza. La catena umana contro l’incatenamento della giustizia e dell’informazione è servita per difendere la nostra democrazia! Il DDL sulle Intercettazioni è stato rinviato a settembre. Insieme abbiamo ottenuto una modesta vittoria!
Carla scrive:
lunedì 26 luglio 2010
CATENA VIOLA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO
Il Popolo Viola annuncia la sua presenza in Piazza Montecitorio per i giorni 28 e 29 luglio, quando si terranno le manifestazioni indette dalla CGIL e dalla FNSI rispettivamente contro l’attuale manovra finanziaria e contro la “legge bavaglio”.
È molto importante non far calare l’attenzione su queste importanti tematiche che riguardano la popolazione tutta e sulle quali il governo spera di chiudere la partita appositamente subito prima delle vacanze estive, quando molti italiani sono già partiti per le ferie. “È per questo che è un dovere morale oltre che civico, far sentire la nostra voce” - affermano i Viola - “daremo vita ad una grande mobilitazione di 24 ore a supporto delle migliaia di lavoratori che a causa di questa manovra vedono a rischio il loro posto, così come di magistrati, editori e giornalisti contro una legge che rappresenta solo un ostacolo a tutto il comparto della giustizia, non consentendo di indagare e punire i colpevoli, e nemmeno di renderne noti i fatti senza limiti imposti dal governo”.
Il Popolo Viola si radunerà in Piazza di Montecitorio a partire dalle 22 del 28 luglio e sosterà in piazza fino a tutto il 29, dando vita a varie iniziative. Una delegazione del Popolo Viola Cuneo sarà presente e documenterà con foto e video. Chiunque fosse interessato contatti i referenti all’indirizzo e-mail ilpopoloviolacuneo@gmail.com
IL POPOLO VIOLA
lunedì 12 luglio 2010
CARTA ETICA
Qui sotto, abbiamo inserito la Carta Etica condivisa attualmente da 42 gruppi locali del Popolo Viola (di tutto il territorio nazionale) tra cui anche dal Popolo Viola Cuneo
.
.PRINCIPI
Il Popolo Viola riconosce la liberta' di parola/informazione e il rispetto della liberta' di opinione. La mancanza di informazione permette l’affermazione e la perpetuazione di regimi antidemocratici.
Il ruolo primario della libera informazione è fondamentale per il compimento (ed il mantenimento) di tutte le libertà, dei diritti e della democrazia.
Promuovere questa direzione è compito di ogni membro di ogni società.(Art.21 della Costituzione)
Il Movimento rivendica l’assoluta natura pacifica e l’assoluta AUTONOMIA, presente e futura, nei confronti dei partiti politici, associazioni, movimenti o gruppi sociali di qualsiasi genere.
Il Popolo Viola principalmente si riconosce nella Carta Costituzionale e ne difende tutti i principi fondamentali intangibili, nonche’ ne condivide i valori della Resistenza Partigiana antifascista che hanno contribuito a scriverla.
Il Popolo Viola rifiuta ogni autoritarismo in tutte le sue forme, antiche o nuove, e tutti quei principi di violenza, esclusione, repressione, discriminazione che furono l'emblema del fascismo e che lo stanno, ancora oggi, indirettamente (o meno) legittimando. La resistenza è un esercizio quotidiano.
Il popolo viola crede nel diritto di ogni singolo cittadino di partecipare alle scelte democratiche del proprio paese. Pieno rispetto del suffragio universale. Favorire, informare correttamente e tutelare la partecipazione democratica di ogni cittadino alla politica.
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (Art.4 della Costituzione)
Il Popolo Viola considera primaria azione di ogni società civile la tutela e a difesa di tutti coloro che, per ragioni economiche, fisiche, sociali, etniche, si trovano in condizioni di svantaggio e minoranza.
Il Popolo Viola rinnega ogni governo autoritario, combatte il razzismo e la recrudescenza razzista da esso introdotta. Il Popolo Viola difende la legalita’ intesa come valore di onesta’, etica e giustizia.
REGOLAMENTO POPOLO VIOLA
Il popolo viola crede nel diritto di ogni singolo cittadino di partecipare alle scelte democratiche del proprio paese. Pieno rispetto del suffragio universale. Favorire, informare correttamente e tutelare la partecipazione democratica di ogni cittadino alla politica.
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (Art.4 della Costituzione)
Il Popolo Viola considera primaria azione di ogni società civile la tutela e a difesa di tutti coloro che, per ragioni economiche, fisiche, sociali, etniche, si trovano in condizioni di svantaggio e minoranza.
Il Popolo Viola rinnega ogni governo autoritario, combatte il razzismo e la recrudescenza razzista da esso introdotta. Il Popolo Viola difende la legalita’ intesa come valore di onesta’, etica e giustizia.
REGOLAMENTO POPOLO VIOLA
Può aderire al movimento ogni cittadino che si riconosca e aderisca ai valori costituzionali.
Nel caso in cui il Popolo Viola volesse o ritenesse opportuno aderire a manifestazioni o iniziative di uno o più partiti politici lo potrà fare mantenendo la sua identità, ribadendo con forza la scelta apartitica del movimento e specificando le ragioni di tale adesione.
I cittadini e le cittadine che si riconoscono nel Popolo Viola possono riunirsi in gruppi locali, utilizzando gli strumenti che ritengono opportuni per portare avanti e trasformare in azioni concrete le loro idee.

Il nome 'POPOLO VIOLA' non può essere considerato proprietà di alcun soggetto singolo o associativo ed individua l'insieme dei suoi aderenti.
Nessun appartenente al Popolo Viola può attribuire proprie opinioni o dichiarazioni all'insieme del movimento se non esplicitamente condivise. Il Popolo Viola non ha finalità di lucro, non accetta né asseconda chi intenda perseguire al suo interno o utilizzarne il nome allo stesso fine. Il Popolo Viola non discrimina alcun appartenente a formazioni partitiche, associazioni o gruppi, purché il soggetto in questione non utilizzi il movimento come specchio di rifrazione dell’agire politico del suo partito e che le sue idee collidano con i valori presenti nella Carta Etica.
Il Popolo Viola, promuovendo la massima partecipazione di tutti i suoi membri al confronto di idee in tutte le forme possibili, sanziona il turpiloquio, condanna la violenza in ogni sua forma, l'uso di termini offensivi nei confronti degli interlocutori e la diffusione di notizie false e/o diffamatorie.
La Carta Etica puo’ essere sottoscrita da qualsiasi gruppo locale che lo condivida totalmente e potra’ essere modificata solo con l’approvazione dei due terzi dei gruppi e comunque solo in caso di significativi mutamenti sociali che la rendono obsoleta.
Nessun membro del Popolo Viola che sia candidato e/o ricopra incarichi a livello di partito potrà ricoprire incarichi all’interno del movimento, così da non creare spiacevoli situazioni di conflitti d’interessi ed evitare il verificarsi di situazione in cui sia messa in dubbio la totale autonomia e volontà d’azione del movimento.
Ogni singolo aderente al Popolo Viola è libero di aderire a qualsiasi altro gruppo o partito che egli ritenga coerente con i suoi ideali, ma questa appartenenza NON DEVE IN NESSUN MODO risultare influente nell’agire del movimento.
COMUNICAZIONE
Il Popolo Viola è nato sul web, quindi è quello lo strumento privilegiato di contatto e di gestione dei gruppi.
Gli amministratori e i referenti di ogni gruppo hanno il dovere di indicare il loro nome e cognome reali e non essere occultati da un sopranome.
Gli amministratori non hanno alcun particolare potere, hanno il compito di gestire gli strumenti di comunicazione, con un’attenzione particolare alle pagine internet, ai social network, ai link e alle immagini aggiunte dagli utenti, eliminando se necessario pubblicità, propaganda politica e commenti offensivi o inopportuni.
Gli amministratori delle pagine web sono tenuti a fornire risposte, ad accogliere proposte, a informare i cittadini sulle varie iniziative locali, regionali e nazionali.
Potranno essere bandite quelle persone moleste che insisteranno a disturbare, insultare, provocare, che faranno apologia di fascismo o inneggio al razzismo, che nonostante gli avvertimenti degli amministratori della pagina, insisteranno su tali comportamenti senza portare alcun contributo costruttivo al movimento.
Non potranno essere bandite persone per differenze semplicemente partitiche o ideologiche.
Allo scopo di gestire uno o più spazi telematici nazionali i coordinamenti regionali possono costituire un soggetto collegiale nazionale con funzioni analoghe.
GRUPPI E MOVIMENTI
I gruppi del Popolo Viola possono appoggiare, promuovere, aderire e pubblicizzare tutte quelle iniziative che riterranno utili e opportune per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo i problemi che affliggono la nostra società, a patto che non si discostino dall’identità del Popolo Viola definita dalla Carta Etica e dalla Costituzione italiana.
Ogni soggetto, singolo o associato, che partecipa a blog e dibattiti o rilascia dichiarazioni è tenuto a precisare la propria identità e l'eventuale ruolo svolto nel movimento.
I singoli gruppi si organizzano in attività collettive quali riunioni, manifestazioni, iniziative di vario genere, cooperazioni con altre associazioni no profit etc., allo scopo di migliorare la propria società e il proprio paese.
Ogni donna e ogni uomo che partecipi attivamente ad un gruppo ha diritto di esprimere la propria opinione, proporre iniziative e di partecipare mediante voto alle decisioni del gruppo di cui fa parte.
Ogni singolo gruppo è indipendente e autonomo.
È tenuto a seguire unicamente le indicazioni generali della Carta Etica del Popolo Viola e i principi della Costituzione. Ogni gruppo non potra’ avere diritto di veto su altri gruppi.
All’interno dei vari gruppi non potranno esserci figure dominanti con poteri superiori, ma solamente figure quali referenti o portavoce che verranno scelti democraticamente dai partecipanti attivi di ogni singolo gruppo.
Al solo scopo di facilitare i contatti interni e la visibilità verso l'esterno, generare sinergie organizzative e permettere il reciproco scambio di esperienze e conoscenze, gli appartenenti al Popolo Viola costituiscono coordinamenti regionali cui partecipano delegati di tutte le realtà locali.
I coordinamenti regionali possono designare uno o più portavoce incaricati di mantenere i contatti con i mezzi di informazione e/o altre associazioni e gestiscono gli eventuali spazi telematici collettivi regionali.
Nessun appartenente al Popolo Viola può attribuire proprie opinioni o dichiarazioni all'insieme del movimento se non esplicitamente condivise. Il Popolo Viola non ha finalità di lucro, non accetta né asseconda chi intenda perseguire al suo interno o utilizzarne il nome allo stesso fine. Il Popolo Viola non discrimina alcun appartenente a formazioni partitiche, associazioni o gruppi, purché il soggetto in questione non utilizzi il movimento come specchio di rifrazione dell’agire politico del suo partito e che le sue idee collidano con i valori presenti nella Carta Etica.
Il Popolo Viola, promuovendo la massima partecipazione di tutti i suoi membri al confronto di idee in tutte le forme possibili, sanziona il turpiloquio, condanna la violenza in ogni sua forma, l'uso di termini offensivi nei confronti degli interlocutori e la diffusione di notizie false e/o diffamatorie.
La Carta Etica puo’ essere sottoscrita da qualsiasi gruppo locale che lo condivida totalmente e potra’ essere modificata solo con l’approvazione dei due terzi dei gruppi e comunque solo in caso di significativi mutamenti sociali che la rendono obsoleta.
Nessun membro del Popolo Viola che sia candidato e/o ricopra incarichi a livello di partito potrà ricoprire incarichi all’interno del movimento, così da non creare spiacevoli situazioni di conflitti d’interessi ed evitare il verificarsi di situazione in cui sia messa in dubbio la totale autonomia e volontà d’azione del movimento.
Ogni singolo aderente al Popolo Viola è libero di aderire a qualsiasi altro gruppo o partito che egli ritenga coerente con i suoi ideali, ma questa appartenenza NON DEVE IN NESSUN MODO risultare influente nell’agire del movimento.
COMUNICAZIONE
Il Popolo Viola è nato sul web, quindi è quello lo strumento privilegiato di contatto e di gestione dei gruppi.
Gli amministratori e i referenti di ogni gruppo hanno il dovere di indicare il loro nome e cognome reali e non essere occultati da un sopranome.
Gli amministratori non hanno alcun particolare potere, hanno il compito di gestire gli strumenti di comunicazione, con un’attenzione particolare alle pagine internet, ai social network, ai link e alle immagini aggiunte dagli utenti, eliminando se necessario pubblicità, propaganda politica e commenti offensivi o inopportuni.
Gli amministratori delle pagine web sono tenuti a fornire risposte, ad accogliere proposte, a informare i cittadini sulle varie iniziative locali, regionali e nazionali.
Potranno essere bandite quelle persone moleste che insisteranno a disturbare, insultare, provocare, che faranno apologia di fascismo o inneggio al razzismo, che nonostante gli avvertimenti degli amministratori della pagina, insisteranno su tali comportamenti senza portare alcun contributo costruttivo al movimento.
Non potranno essere bandite persone per differenze semplicemente partitiche o ideologiche.
Allo scopo di gestire uno o più spazi telematici nazionali i coordinamenti regionali possono costituire un soggetto collegiale nazionale con funzioni analoghe.
GRUPPI E MOVIMENTI
I gruppi del Popolo Viola possono appoggiare, promuovere, aderire e pubblicizzare tutte quelle iniziative che riterranno utili e opportune per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo i problemi che affliggono la nostra società, a patto che non si discostino dall’identità del Popolo Viola definita dalla Carta Etica e dalla Costituzione italiana.
Ogni soggetto, singolo o associato, che partecipa a blog e dibattiti o rilascia dichiarazioni è tenuto a precisare la propria identità e l'eventuale ruolo svolto nel movimento.
I singoli gruppi si organizzano in attività collettive quali riunioni, manifestazioni, iniziative di vario genere, cooperazioni con altre associazioni no profit etc., allo scopo di migliorare la propria società e il proprio paese.
Ogni donna e ogni uomo che partecipi attivamente ad un gruppo ha diritto di esprimere la propria opinione, proporre iniziative e di partecipare mediante voto alle decisioni del gruppo di cui fa parte.
Ogni singolo gruppo è indipendente e autonomo.
È tenuto a seguire unicamente le indicazioni generali della Carta Etica del Popolo Viola e i principi della Costituzione. Ogni gruppo non potra’ avere diritto di veto su altri gruppi.
All’interno dei vari gruppi non potranno esserci figure dominanti con poteri superiori, ma solamente figure quali referenti o portavoce che verranno scelti democraticamente dai partecipanti attivi di ogni singolo gruppo.
Al solo scopo di facilitare i contatti interni e la visibilità verso l'esterno, generare sinergie organizzative e permettere il reciproco scambio di esperienze e conoscenze, gli appartenenti al Popolo Viola costituiscono coordinamenti regionali cui partecipano delegati di tutte le realtà locali.
I coordinamenti regionali possono designare uno o più portavoce incaricati di mantenere i contatti con i mezzi di informazione e/o altre associazioni e gestiscono gli eventuali spazi telematici collettivi regionali.

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IL POPOLO VIOLA CUNEO






